Cronaca di una notte degli inganni tra gli incubi del Cav.

La notizia viene battuta dalle agenzie poco prima delle 9 di ieri mattina. La squadra mobile e la Dia di Milano hanno arrestato sei persone che nella notte tra il 15 e 16 ottobre scorso avevano sequestrato un “collaboratore di Silvio Berlusconi”. Pochi minuti, e la vittima del sequestro lampo non è più un qualsiasi collaboratore dell’ex presidente del Consiglio, ma il suo amministratore e uomo di fiducia Giuseppe Spinelli, presidente anche del consiglio di amministrazione della società editrice del Foglio.
19 AGO 20
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Roma. La notizia viene battuta dalle agenzie poco prima delle 9 di ieri mattina. La squadra mobile e la Dia di Milano hanno arrestato sei persone che nella notte tra il 15 e 16 ottobre scorso avevano sequestrato un “collaboratore di Silvio Berlusconi”. Pochi minuti, e la vittima del sequestro lampo non è più un qualsiasi collaboratore dell’ex presidente del Consiglio, ma il suo amministratore e uomo di fiducia Giuseppe Spinelli, presidente anche del consiglio di amministrazione della società editrice del Foglio. Dopo averlo bloccato al rientro nella sua abitazione di Bresso, nell’hinterland di Milano, la sera del 15 ottobre, due uomini a volto coperto lo costringono a farli entrare in casa e lo tengono sequestrato fino alla mattina seguente, assieme alla moglie Anna. Secondo le deposizioni dei coniugi Spinelli e da quanto accertato, i sequestratori, cui si era poi aggiunta una terza persona, probabilmente il capo, intendevano servirsi dell’amministratore come intermediario per offrire a Berlusconi “documenti” relativi alla sentenza del lodo Mondadori, chiedendone una cifra di 35 milioni di euro. La mattina dopo, intorno alle 8, Spinelli, sotto il controllo e la minaccia dei rapitori, fa due telefonate: prima a Berlusconi, ad Arcore, e poi a Padova, all’avvocato Niccolò Ghedini. Racconta di avere avuto un “incontro” con persone in possesso dei documenti, tra cui un “foglio A4” non meglio identificato con scritto “Lodo Mondadori” e un filmato relativo a una cena tra Gianfranco Fini e i giudici del processo Mondadori – Spinelli è costretto a raccontare di averlo visionato e di giudicarlo “autentico” – forniti da una persona “ancora nella crema”. E sollecita Ghedini ad approntare un anticipo di pagamento. Poco dopo i sequestratori lasciano la casa.
Il lodo Mondadori e il “traditore” Fini, i due perfetti incubi del Cavaliere. Ma pure da incubo, quasi manzoniana e un poco irreale, è la notte degli Spinelli, persone ammodo, metodiche, due coniugi che si amano. Lei, racconta ai pm, lo attende sempre per la cena, anche quando deve passare da Arcore. Nella “notte degli inganni” ha paura, tira fuori “un rosario che avevo a portata di mano e ho cominciato a pregare con mio marito”. Lui che, frastornato, la mattina restituisce un passamontagna che i sequestratori stavano per dimenticare.
Le indagini, partendo da controlli sulle utenze telefoniche, hanno consentito di arrestare sei persone, tre italiani e tre albanesi, tra cui Francesco Leone, ex collaboratore di giustizia, barese, considerato l’organizzatore e “specialista” di sequestri lampo. Restano alcune circostanze da chiarire. Soprattutto relative a eventuali accadimenti tra la mattina del 16 ottobre, momento del rilascio, e la denuncia che gli avvocati di Berlusconi (studio Ghedini-Longo) presentano solo il 17 ottobre (quel giorno Berlusconi rinvia alcuni impegni, un incontro con Mario Monti e la visita al congresso del Ppe a Bucarest). E’ stata avanzata l’ipotesi che sia stato pagato un riscatto. Nell’ordinanza si fa riferimento a una “grossa somma di denaro”, che potrebbe essere stata pagata “in un momento successivo al rilascio degli ostaggi”. Tuttavia, secondo il giudice delle indagini preliminari, Paola Di Lorenzo, “è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti”. La cifra di 8 milioni si evincerebbe da una telefonata intercettata tra due degli indagati. All’esistenza dei “documenti” messi in vendita nessuno crede. Molti cominciano a romanzare sul mandante, “il settimo uomo”.